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La visita dell'arciduca Francesco Carlo nel circolo di Bolzano e la festa d'autunno a Castel San Zeno

Riassunto

Nel settembre 1844 l'arciduca Francesco Carlo visitò il circolo di Bolzano, viaggiando attraverso Merano, Castel Tirolo, Val Passiria e Bolzano prima di proseguire verso la Val Pusteria. I festeggiamenti in suo onore inclusero ricevimenti, parate di bersaglieri, una serata a teatro e un'illuminazione lungo il Passirio. A fine mese, la cittadinanza di Merano guidata dal sindaco Haller organizzò inoltre una festa per gli ospiti della cura presso Castel San Zeno.

Trascrizione completa

Monarchia austriaca. Tirolo. Bolzano, 27 settembre. Anche il passaggio di Sua Altezza Imperiale il serenissimo arciduca Francesco Carlo fu una festa di gioia per i numerosi abitanti di questo circolo accorsi a tutte le stazioni, i quali gareggiarono nel preparare un'eccellente accoglienza al gradito ospite. Il 20 del mese, di primo mattino, avvenne l'arrivo di Sua Altezza Imperiale a Eyers, dove Egli si compiacque di accettare benevolmente, durante il cambio dei cavalli, il riverente saluto del commissario circolare presente, delle rappresentanze comunali ecclesiastiche e secolari e dei Landesschützen schierati in parata. Già il viaggio proseguiva attraverso le località di Schlanders, Latsch, Tschars e Naturns tra gli onori e le festività consuete del paese verso la città di Meran. Qui l'illustre viaggiatore giunse verso mezzogiorno e fu accolto con la massima reverenza, tra le calorose espressioni di gioia della popolazione, dal capocircolo alla testa delle autorità ecclesiastiche e secolari, dalla gioventù scolastica e dai bersaglieri delle vicine comunità schierati sulla piazza. Dopodiché il serenissimo arciduca si compiacque di ricevere l'omaggio delle suddette autorità e di invitare i loro presidenti alla sua mensa. Nel pomeriggio, con il bel tempo, compì un'escursione al Stammschloss Tirol. Presso il villaggio di Dorf Tirol il clero e la rappresentanza comunale vennero incontro all'illustre viaggiatore per il più riverente benvenuto e lo accompagnarono con una compagnia di bersaglieri fino al castello. Qui Sua Altezza Imperiale visitò le cose degne di nota e si rallegrò soprattutto per la splendida vista di cui si gode dal castello sulla bella e fertile Etschthal. Dopo il ritorno in città, l'illustre ospite si recò, tra la calca di una grande folla di gente, sul ponte principale sul Passer per assistere a una riuscita illuminazione che il comune cittadino aveva allestito su entrambe le sponde del Passer, collegate da due ponti con una lunga fila di lampade con un trasparente e fuoco greco. Il Suo arrivo diede il segnale per lo sparo dei mortaretti posizionati entro la linea d'illuminazione, mentre dalla piazza davanti all'alloggio risuonava la musica sia della banda cittadina sia della cappella di Partschins. Il 21 settembre di buon mattino si partì per Passeier per visitare il Sandhof, escursione nella quale furono preparati per il serenissimo arciduca, da parte della popolazione grandemente rallegrata, gli stessi onori e festività con cui poco prima i suoi serenissimi figli erano stati guidati attraverso questa valle. Ritornato a Meran da Passeier, Sua Altezza Imperiale intraprese il viaggio verso la città circolare di Botzen, dove giunse alle ore 9 di sera e fu solennemente accolto dal magistrato cittadino al Talferbrücke sotto un arco trionfale festoso, tra il rombo dei mortaretti, il suono della banda cittadina e le acclamazioni della popolazione accorsa numerosa, e accompagnato al Suo alloggio, davanti al quale le truppe del battaglione Kaiserjäger con la loro banda erano schierate in parata per il ricevimento. Domenica 22 settembre Sua Altezza Imperiale si compiacque di assistere, con il Suo seguito, i capi delle autorità e molti notabili, a una solenne messa militare sulla cosiddetta Tuchbleiche fuori dal Talferbrücke, e di passare quindi in rivista le truppe i. r. ivi schierate. Successivamente tutte le autorità e le corporazioni ebbero la fortuna di essere presentate a Sua Altezza Imperiale in un'udienza. Dopo l'omaggio delle autorità, furono ammessi alcuni Feldsaltner (guardiacampestri) nel loro costume tradizionale, che recarono frutti di eccezionale bellezza. In seguito Sua Altezza Imperiale visitò nell'ordine il nuovo cimitero, la chiesa parrocchiale, l'ospedale cittadino, la caserma i. r. e il nuovo macello, prestando la più accurata attenzione a tutti i dettagli e mostrando un particolare compiacimento per l'ordine e la pulizia che le Suore della Carità erano riuscite a stabilire nell'ospedale nonostante le scarse condizioni dei locali. Dopo la tavola, alla quale erano stati invitati diversi capi delle autorità civili e militari, del clero e alcuni dei ciambellani i. r. e deputati provinciali qui presenti, Sua Altezza Imperiale si compiacque di gratificare di una visita il bersaglio cittadino, dove i militari i. r. e la società dei bersaglieri stanziali avevano aperto un tiro a segno a premi, ed effettuò alcuni tiri in entrambe le sezioni dello stand di tiro. Da lì il serenissimo arciduca si recò ancora nella chiesa di Gries per ammirare i bei dipinti d'altare e affreschi del Knoller. La serata fu dedicata alla visita del teatro, che per l'accoglienza dell'illustre ospite era brillantemente illuminato e festosamente decorato. All'ingresso di Sua Altezza nel palco si levò un tempestoso e lungo acclamare del folto pubblico, che si rinnovò vivamente dopo ogni strofa dell'inno popolare cantato subito dopo. Fu quindi recitato un breve e opportuno prologo sul palcoscenico festosamente decorato, sul quale risplendeva in fuochi scintillanti il monogramma di Sua Altezza Imperiale. Gli intervalli furono riempiti da brani musicali magistralmente eseguiti dalla banda cittadina. A conclusione di questo giorno indimenticabile, davanti alla Kaiserkrone risuonò ancora la musica della suddetta banda, mentre le case che circondano il Musterplatz erano festosamente illuminate. Il 23 settembre alle ore 8 del mattino avvenne la partenza del serenissimo arciduca, il quale, con la Sua personalità affascinante, con una straordinaria affabilità e condiscendenza e con la viva attenzione con cui l'illustre ospite si informava di tutto ciò che riguarda il paese e il popolo, rinnovò con vivaci colori la favorevole impressione che la Sua apparizione 20 anni prima aveva indelebilmente prodotto. Oltre a diversi altri benevoli doni, fu pure accordata una cospicua somma di denaro ai poveri della città. A Klausen, l'ultima stazione di questo circolo, Sua Altezza Imperiale fu accolta con il massimo rispetto dai funzionari del giudizio distrettuale i. r., dell'ufficio minerario e metallurgico, dal reverendo clero di Klausen e dei dintorni e dal magistrato cittadino, tra lo sparo dei mortaretti e le acclamazioni della folla presente, mentre la maestranza mineraria del Pfundererberg parata in testa con la sua banda musicale. Effettuato il cambio dei cavalli, Egli proseguì il Suo viaggio verso il Pusterthaler Kreis. Meran. Chi ha trascorso un benedetto autunno sul Reno, sul Neckar, in Austria o in Stiria ecc., sa quali liete feste accompagnino una vendemmia benedetta. L'anno complessivamente benedetto e il numero dei forestieri soggiornanti in Meran e dintorni, raddoppiato rispetto al 1843, indussero la cittadinanza di Meran, guidata dall'infaticabile sindaco Haller sempre attento alla comodità degli ospiti, a tentare di offrire ai propri ospiti una lieta serata in modo simile alla foce del Passer. A questo scopo fu fissato il 30 settembre e furono scelti gli spazi della diruta vecchia Zenoburg per il ritrovo degli ospiti. Il proprietario, il signor v. Breitenberg di Botzen, aprì volentieri i locali del castello per questo intento. Le rovine di questa antica sede dei principi territoriali di un tempo, le torri sfidanti la distruzione e le mura semidiroccate avvolte dall'edera ricordavano la venerabilità dei tempi passati, così come la deliziosa vista da quel luogo su Obermais coperta di castelli e sulla sponda destra dell'Adige, sulle gigantesche montagne del Mendelgebirge, sulle valli verso Botzen, Ulten, il Vintschgau e Passeyr, i magnifici vigneti e prati offrivano a ciascuno degli ospiti presenti la più bella vista e al contempo la convinzione di ciò che anni di pace, la contentezza degli abitanti, il clima e l'operosità erano riusciti a creare nel frattempo. Lo spazio del castello era allestito per 200 ospiti con tavoli e coperti, con i migliori frutti del sud e rinfreschi di vario genere, sulle antiche torri sventolavano bandiere bianche e verdi, colpi di mortaretto e il loro eco accrescevano il carattere campestre della festa e la musica turca si alternava ai canti. Una giocondità generale, tanto spontanea quanto decorosa, regnava tra gli ospiti della festa, alla quale erano presenti anche membri dell'alta nobiltà (principi, conti e baroni), alti militari, funzionari, grandi commercianti, artisti ecc. provenienti da Pietroburgo, Reval in Estonia, Berlino, Hannover, Praga, Monaco, Milano, Bregenz, Stoccarda, Meiningen, Vienna, Costanza, Augusta, Salisburgo, Kiel in Danimarca e da diverse città del Tirolo. L'intrattenimento cominciò alle ore 3 del pomeriggio e si concluse la sera alle 8. La gratitudine per le attenzioni mostrate dai cittadini di Meran accompagnò gli illustri ospiti, e un sentimento di gratitudine per l'onore della loro presenza accompagnò a casa i cittadini di Meran.
1844 in breve

Nel 1844 la vita sociale di Merano fu caratterizzata dai postumi della visita di alto livello dell'arciduca Francesco Carlo. Accompagnato da festeggiamenti e sfilate di Schützen, il soggiorno evidenziò la crescita della regione dell'Adige, mentre la cittadinanza guidata dal sindaco Haller continuò a coltivare la cultura termale locale attraverso eventi conviviali a Castel Zenobio.

Citazione e condivisione

"La visita dell'arciduca Francesco Carlo nel circolo di Bolzano e la festa d'autunno a Castel San Zeno." Der Bote für Tirol, 10 Ottobre 1844. https://digital.tessmann.it/tessmannDigital/Zeitungsarchiv/Seite/Zeitung/47/1/10.10.1844/152171/1. https://meran-archive.com/it/artikel/1844-10-10-erzherzog-franz-karls-reise-durch-das-etschland-und-herbstfest-auf-der-zenoburg

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